Benvenuti!!!

Benvenuti nel nuovissimo blog del Diving Isola Rossa!!!
Qui troverete tutte le news che ci riguardano e che riguardano il mondo della subacquea...
Di seguito potrete leggere le news pubblicate finora sul nostrosito ma aspetatevi presto nuovi aggiornamenti!!!

1994 - 2007 ... 14 stagioni di attività!!!

E' nata Rosa!!


E' nata Rosa!!!!Il 10 ottobre 2006 a Sassari è nata la piccola Rosa!!! Correte alla pagina dello staff per conoscerla.....

EFR Care for Children

Dalla stagione 2006 e' conseguibile presso il nostro centro, il nuovo corso EFR care for children per essere abilitati al primo soccorso su bambini.

Nuova specialità PADI

E' ora disponibile dalla stagione 2006 la specialità PADI Digital U/W Photographer.

Diving Mares

All' Eudyshow 2005 Il DIVING ISOLA ROSSA diventa un DIVING CENTER MARES

Rinnovo attrezzatura

Con l'inizio della Stagione 2005, la NAUTICA ISOLA ROSSA - Diving Center rinnova tutta l'attrezzatura subacquea. Bombole, mute e GAV Mares per festeggiare insieme la 12° stagione di attività.

Rinnovo Gommoni

La NAUTICA ISOLA ROSSA - Diving Center ha rinnovato la flotta di Gommoni dedicati al Noleggio. Ha infatti acquistato 3 GOMMONAUTICA da 4.80 mt, equipaggiati con motori Yamaha da 40 cavalli.

Didattica HSA

Da Novembre del 2004, il Diving ha la possibilità di effettuare corsi per portatori di Handicapp. Nei primi giorni di Novembre del 2004, infatti Roberto ha partecipato con successo al Corso Istruttori HSA (Handiccapped Scuba Association) che si è tenuto a Porto Santo Stefano (Toscana).

Articolo pubblicato in Sardegna - "20 anni con la testa sott'acqua"

Articolo pubblicato in Sardegna
“20 con la testa sott’acqua.”
Ricordo ancora la mia prima immersione... Ansia e Eccitazione, erano alla base di tutto.Ansia per i preparativi di cose che avevo visto fare centinaia e centinaia di volte da subacquei professionisti, da gente che per lavoro andava oltre i 100 metri di profondità, come mio padre e che per la prima volta spettava a me effettuare, se pur in maniera ridotta e super controllata. Eccitazione per quello che stavo per compiere…mettere la testa sott’acqua e respirare, anche se a soli “pochi” metri. In men che non si dica eccomi in acqua, a fare ciò che mi era stato spiegato in superficie da mio padre e a godermi estasiato lo spettacolo che mi si presentava davanti, una parete di Corallium rubrum, l’oro rosso, in tutta la sua magnificenza, i polipi aperti in cerca di cibo…negli anfratti era pieno di Palinurus elephans (Aragoste), e tutto intorno a me un’infinita di pesci, restai estasiato, non avevo mai immaginato si potesse trovare tutto questo a cosi poca profondità. I racconti fattimi erano entusiasmanti e pieni di dettagli… era, quasi, come essere immersi dentro le pagine di “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne… ma non erano niente in confronto a quello che vedevo e provavo in quel momento…Un bambino in un negozio di caramelle saprebbe spiegarvi il mio stato d’animo. Il mio tempo in acqua era finito, devo uscire, PECCATO, mi accorsi solo allora di tutta quella massa d’acqua che mi circondava… Ero coccolato da un abbraccio liquido. Stupefacente. In risalita sentivo solo il mio respiro ed il silenzio più assoluto...non sarei più voluto uscire dall'acqua… Questo e' quello che ho provato la prima volta che mi sono immerso, e questo e' quello che provo ogni giorno da quasi 20 anni... Si, quasi 20 anni con la testa sott’acqua. Mentre i miei coetanei rincorrevano una palla, io esploravo il 6° continente e piano piano di una Passione travolgente, coltivata in anni di convivenza con dei subacquei professionisti, ne ho fatto un lavoro, tramite il quale a mia volta cerco di trasmettere quello che ho imparato in questi anni, da chi ne sa più di me e tramite la mia “piccola esperienza liquida” e numerosi corsi di specializzazione. Ho tantissime soddisfazioni da quello che faccio. E’ impagabile, vedere la gioia negli allievi la prima volta che mettono la testa in acqua o la prima volta che in acqua vedono qualcosa di “strano”, come un Polpo che spruzza l’inchiostro o come i Nudibranchi, quali Flabellina affinis, Hypselodoris valenciennesi o Discodoris atromaculata…o molto più semplicemente quando si rendono conto che stanno respirando in acqua e l’unica cosa che sentono è il rumore delle bolle che salgono in superficie e il loro battito del cuore…Vedere la gioia negli occhi degli altri è ciò che mi da la carica e mi stimola a migliorare. Certo non sono tutte rose e fiori, non tutti apprezzano quello che faccio, e qualcuno cerca anche di screditare il mio lavoro e il mio impegno, anche dopo avergli insegnato tanto…ma come si dice: “Molti nemici, molto onore.”…ed io so che al contrario di altri posso camminare a testa alta. Tutto questo lo devo a mio padre e al mare, con il quale sono cresciuto e dentro il quale vivo.

Articolo pubblicato in Sardegna - "Zone protette"

J’ accuse…
In 20 anni di immersioni, ho visto il nostro mare essere depredato di tutto ed impoverirsi di ogni cosa. Pesca indiscriminata da parte dei pescatori professionisti, che da anni calano le reti sugli stessi passi, non dando al pesce il tempo di crescere, riprodursi, e quindi ripopolare l’habitat, lamentandosi, in seguito, di non pescare più come un tempo, pesce o aragoste di taglia, e cercando di far passare quelle sotto misura come una nuova specie, “L’aragosta NANA”. Pesca indiscriminata da parte dei “pescatori della domenica”, che in barba alle regole tirano fuori dall’acqua pesci di ogni taglia e misura, avannotti compresi, depauperando cosi il patrimonio ittico di quest’angolo di mediterraneo, a questo contribuiscono anche le gare di pesca a Bollentino, che coinvolgono centinaia di imbarcazioni che tirano su tutto il novellame presente sotto costa. Reti, palamiti e nasse calati da anni sugli stessi passi. Reti, palamiti e nasse, calati troppo vicino alla costa, quando la stato Italiano, ha leggi molto chiare a tal riguardo: (( MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTICAPITANERIA DI PORTO DI PORTO TORRES ORDINANZA n°11/2005 OmissisART.7 DISCIPLINA DELLA PESCA7.1. E’ VIETATO l’esercizio di qualsiasi tipo di pesca diversa dalla pesca subacquea, omissis, nella fascia di mare di 200 metri dalle coste sabbiose e 100 metri dalle coste a picco, omissis. Da moletti e scogliere (naturali o artificiali) dinnanzi ai quali non sono presenti bagnanti è consentita anche in tali orari la sola pesca con la canna.7.2. La pesca subacquea è regolamentata dagli articoli 128, 129, 130, 131 del regolamento della pesca, approvato con D.P.R. 2 Ottobre 1968, e successive modifiche e integrazioni. In particolare, E’ SEMPRE VIETATA la pesca nelle acquee antistanti le spiagge del circondario, solitamente frequentate dai bagnanti, fino ad una distanza di metri 500 dalla riva. Omissis )) Reti, palamiti e nasse, lasciate abbandonate a se stesse per giorni e giorni senza mai essere controllate, facendo in modo che queste continuino a pescare e far morire nelle loro maglie centinaia, se non migliaia (considerando anche gli avannotti) di pesci tutti i giorni. Non parliamo poi della pesca in apnea…Qui vige l’anarchia più totale…La legge prevede che si possono pescare al massimo 5 kg di pesce per battuta di pesca, oppure un unico pezzo superiore ai 5 Kg, inoltre prevede delle taglie minime per ogni specie…Ma nessuno le rispetta…Nessuno segue le regole, purtroppo, neanche quelle dettate dal buon senso. Qui vige l’anarchia più totale. Qui nessuno rispetta le regole e i cittadini che cercano di rispettarle e farle rispettare, vengono derisi e a volte insultati e cacciati a malo modo, o addirittura denunciati… Mi chiedo se la gente ami il mondo in cui vive… Amo questo posto più di ogni altro posto al mondo e vederlo piano piano morire mi fa star male. Vorrei che la gente imparasse a rispettare tutto quello che la circonda, invece di depredarla e distruggerla. Vorrei far capire alla gente, che questo posto, deve rispettarlo e farlo rispettare, ma questo è molto difficile. I primi a capirlo dovrebbero essere le persone che il mare lo vivono tutti i giorni, ed in secondo luogo dovrebbero capirlo le persone, presenti e future, preposte all’amministrazione del territorio. Dal mio punto di vista, cioè quello subacqueo, il mare ha un aspetto completamente diverso da quello che la gente conosce “meglio”… chi come me va sott’acqua può confermare che questo angolo di paradiso, ed il mediterraneo in generale, si sta sempre più impoverendo dal punto di vista ittico… Istituti, riconosciuti a livello mondiale, come l’ICRAM (ISTITUTO CENTRALE PER LA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGIA APPLICATA AL MARE…www.icram.org), in collaborazione con l’università di Bologna, hanno pubblicato delle schede che circolano, in tutti o quasi, i centri di immersione, delle specie ittiche in maggiore pericolo di estinzione in tutto il mediterraneo… (Qui potete trovare le schede…www.diveitaly.com/a_biblioteca/ambiente/subperlambiente.htm). Come vedete non sono il solo a lanciare l’allarme. In 20 anni ho visto questo angolo di paradiso, morire piano piano, ucciso dall’incuranza della gente. Una soluzione c’é… CREARE DELLE ZONE DI RIPOPOLAMENTO FAUNISTICO. Tratti di mare, variabili nel tempo e in posizione (variabili quindi per coordinate geografiche), compresi tra la costa e 1 miglio da essa, chiusi a qualunque tipo di pesca, per un periodo compreso tra 1 e 5 anni, in modo tale che si possa continuare a pescare nelle zone non interdette. In pratica, chiudendo alla pesca delle zone di mare, per un tempo compreso tra 1 e 5 anni, si permetterebbe al pesce di riprodursi, crescere e ripopolare non solo l’habitat originario, ma anche quelli vicini. Infatti una volta ripopolata una zona e raggiunto il numero massimo di individui che possono vivere in quella data area, il pesce migra in cerca di nuove aree dove poter mangiare, vivere e riprodursi, contribuendo cosi a ripopolare anche aree lontane da quelle interdette. Grazie alle aree protette della Corsica (Stato Francese)che ha proposto aree protette in quasi tutto il suo territorio, negli ultimi anni abbiamo apprezzato il ritorno di Cernie anche di grossa taglia. (( Gallura e Corsica, soprattutto il distretto del sud, parlano la stessa lingua ma in quanto al mare non hanno la stessa cultura…proviamo ad imparare dai nostri cugini francesi. )). Tutto questo, naturalmente, deve essere controllato e garantito dagli ordini costituiti. Facendo questo, e la prova ne sono le numerose aree protette presenti in Italia, si incrementerebbero vari fattori. Primo fra tutti la quantità di pesce presente in mare e quello presente di conseguenza nelle reti, senza aver mai interrotto effettivamente la pesca ma solo variando i luoghi dove poter pescare. Secondo quello di convertire vecchie attività o farne nascere delle nuove, legate all’afflusso di gente nel periodo estivo, quali ad esempio la pesca turismo. Terzo far conoscere maggiormente il nostro territorio, non solo per quello che c’è sopra ma anche e soprattutto per quello che c’è sotto la superficie del mare, sfruttando quello che è un turismo in continua crescita, il turismo Subacqueo. Istituendo delle ZONE DI RIPOPOLAMENTO FAUNISTICO, si garantisce un futuro lavorativo, nel campo della pesca, delle attività subacquee e del turismo in genere. Si garantisce la salvaguardia del nostro territorio…non possiamo permetterci di perdere tutto questo e non possiamo permetterci di non lasciare niente ai nostri successori. Lo so non è facile fare quello di cui ho scritto fino ad ora, che ci sono numerosi intoppi burocratici, che prima bisogna mettere d’accodo una miriade di persone, specialmente i diretti interessati al mare, mi rendo conto anche che se mai una cosa di questo genere si dovesse fare, occorrerebbe molto tempo, ma mi chiedo perché non provarci? Perché non tentare in tutti modi di salvaguardare questo territorio? Tentare di proteggere il nostro territorio, per noi e per le generazioni future? Lo chiedo ai più anziani tra noi…vi ricordate quando all’Isola Rossa si vedevano pesci grossi anche vicino alla spiaggia o quando i pescatori pescavano tante di quelle aragoste da doverle mantenere vive all’interno del “MARRUFFU” , finché non passavano i pescherecci a portarle vie. Vi ricordate anche di quando le aragoste che non erano di taglia uscivano dal “Marruffu” e popolavano la costa dove adesso c’è il porto? Mentre adesso è quasi impossibile vederle sott’acqua, e quando si vedono sono grandi come il pollice. (( Il ripopolamento c’è, grazie a questo mare ricco di zoo e fito plancton, ma queste aragoste non raggiungono proporzioni apprezzabili )). Ma senza andare troppo lontano nel tempo, parlando alla memoria dei più giovani, quanti di voi ricordano quando facendo il bagno lungo costa, si vedevano e pescavano numerosissimi polpi, mentre ora per vederli è necessario spingersi sempre più al largo o quando si vedevano le ricciole cacciare a non più di 30 cm da riva? Questo per citare solo alcune delle cose che sono cambiate e che se non facciamo qualcosa non vedremo ritornare e che non potremmo far altro che raccontare come favole ai nostri figli. Salvaguardare il nostro territorio ed il nostro mare, è un atto di civiltà ed intelligenza. So che parlando di Zone di ripopolamento faunistico, attirerò su di me l’ira di molta gente, ma questo è ciò che penso e questo è ciò in cui credo e spero che come me la pensino anche tante altre persone. Parlare di zone protette, vuol dire anche salvaguardare il numeroso patrimonio Storico Archeologico presente nei fondali del nostro territorio, ma questa è una parte di storia di cui parleremo un’altra volta. Ugnutu Roberto